Cos'è-la-criminologia

Cos’è la Criminologia?!

In questo periodo dell’anno in cui molti giovani hanno conseguito la maturità scolastica, sentiamo il bisogno di fornire alcune semplici informazioni che riguardano il cosiddetto “mestiere di criminologo”. C’è ancora molta disinformazione a riguardo e il grande fascino paventato dalle serie televisive di quest’ultimo decennio fomenta aspirazioni che potrebbero rivelarsi illusorie e traditrici.

La criminologia non è un’unica scienza, un ramo professionale ben definito ed unico nella sua formazione;  è invece un insieme ordinato di saperi, di conoscenze e di applicazioni sulla condotta umana prevalentemente criminale, che di fatto è l’espressione abnorme della vita psichica di un soggetto.
Il primo grande prodotto serio e riflessivo sull’agire criminale si può considerare essere Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria (1764), che darà origine alla cosiddetta Scuola classica, mentre nel XIX secolo si formerà la Scuola Positiva, decisa ad unire la scienza antropologica alla sociologia. In seguito la psichiatria amplierà il raggio di conoscenze utili ad affrontare l’eterno dibattito fra tutti i contributi scientifici al problema della delinquenza dell’uomo all’interno di un sistema sociale.
Il crimine, il delitto è frutto di una società che varia nel tempo e nello spazio, perché tale è l’uomo; dunque la criminologia non può essere una scienza assoluta e definita, anzi è ancora in divenire e (di fatto) più che vera e propria scienza, essa è il campo di applicazione di conoscenze proprie di diversi ambiti che sono legati al delitto stesso. Psichiatria, sociologia, psicologia, neuroscienze, genetica, biologia, giurisprudenza (diritto penale e giudiziario), ecc… sono saperi indispensabili per continuare a sviluppare e far crescere gli studi sulla criminalità.
Naturalmente un criminologo può non lavorare esclusivamente in tribunale, ma occuparsi anche di prevenzione e sicurezza, svolgendo ad esempio un ruolo di Security manager.

Mentre all’estero la figura del criminologo ha un alone professionale più specifico e direttamente legato agli organi di polizia (e dunque con una formazione giuridico-militare), in Italia il settore è meno definito e più particolarizzato. Nel nostro Paese infatti è privilegiato il momento inquisitorio rispetto a quello investigativo e dall’anno 2000 gli avvocati hanno la facoltà di compiere indagini private per difendere i propri assistiti per mezzo di consulenti ed investigatori privati; l’articolo 220 del Codice di Procedura Penale dà al magistrato la possibilità di farlo quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche.

Detto questo, la strada migliore da percorrere è sì quella universitaria (rispondente alla propria indole ed al proprio talento), ma soprattutto quella di specializzazione post-laurea, in cui si consolidano le proprie conoscenze specifiche di medico, di sociologo, di psicologo, di scienziato o di giurista per imparare ad applicarle con efficacia, perfezionandole e mettendole al servizio delle altre, contribuendo alla giustizia.

 

Gianmaria Guida